
Cittadinanzattiva è un movimento di partecipazione civica che agisce per la tutela dei diritti umani, per la promozione e l'esercizio pratico dei diritti civili, sociali e politici dei cittadini, nella dimensione nazionale, europea e internazionale; essa sostiene - tra i tanti - la lotta agli sprechi e la tutela e la salvaguardia dell'ambiente e del territorio, favorendo la cultura del federalismo dei diritti e della sussidiarietà delle iniziative civiche, basandosi sui principi di autonomia delle formazioni sociali e corresponsabilità dei cittadini per l'indirizzo e l'attuazione delle politiche pubbliche.
Cittadinanzattiva pur riconoscendo il lavoro svolto negli anni dalle precedenti amministrazioni comunali, chiede alla futura amministrazione di intervenire sui seguenti punti, in relazione ai quali, domanderà con regolarità, agli eletti, quanto è stato fatto per la loro soluzione.
Sanità
Il Tribunale per i diritti del malato è un'iniziativa di Cittadinanzattiva, nata nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell'ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario
Da diversi anni Cittadinanzattiva Piemonte è impegnata nella ricerca di un maggiore coordinamento tra le diverse comunità locali e le istituzioni regionali, affinchè l'assistenza sia trasferita dagli ospedali al territorio in modo da garantire la sostenibilità dei servizi sanitari senza compromettere l’universalità del diritto alla salute.
Chiediamo quindi al Comune di Torino di sostenere, condividere e rispettare, nelle proprie scelte politiche ed amministrative, i quattro diritti fondamentali delle comunità locali proposti da Cittadinanzattiva Piemonte durante la conferenza “Sanità e Comunità locali” tenutasi a Torino nel dicembre 2015 ed in particolare:
1. Il diritto delle organizzazioni civiche all’interlocuzione con le amministrazioni competenti come prevedono l’art. 118 u.c. della Costituzione e, per quanto riguarda i servizi sociali, la legge 328/00;
2. Il diritto all’informazione tempestiva, completa, chiara e puntuale, sugli effetti previsti dalle politiche pubbliche
- sull’assetto dei servizi sociali e sanitari;
- sui provvedimenti per la prevenzione dei rischi civili e per l’organizzazione degli interventi in caso di calamità (a partire dai piani comunali previsti dalla legge 100/2012);
- sugli standard di funzionamento dei servizi pubblici locali (trasporti, raccolta rifiuti, servizi idrici) previsti dalle normative sulle Carte dei servizi e sulla attuazione delle forme di controllo democratico (Dpcm 27/1/94 sui principi per l‘erogazione dei servizi pubblici );
- sull’organizzazione degli asili nido e dei servizi per l’istruzione,
- sull’attuazione dei Piani della trasparenza (d.lgs. 33/2013);
3. Il diritto alla valutazione, da parte dei cittadini e delle organizzazioni civiche della corrispondenza dei servizi effettivamente svolti con gli standard dichiarati dalle amministrazioni competenti; l’obbligo delle amministrazioni competenti di dare risposte tempestive e puntuali ai rilievi, alle osservazione e alle proposte che emergono dalla valutazione stessa; (DPCM 19/5/95 sulla Carta dei servizi sanitari e dal comma 461 dell’art. 2 della legge 244/2007 per i servizi pubblici locali)
4. Il diritto delle comunità locali ad intervenire affinché l’impiego degli eventuali risparmi generati dalle azioni sussidiarie e dalla mobilitazione delle risorse, sia orientato al miglioramento concordato dei servizi locali.
Barriere architettoniche
Il trasporto pubblico non è ancora sempre ed agevolmente accessibile alle persone portatrici di handicap ed agli anziani. Quando si utilizza una carrozzella o si trasportano bambini con passeggini, la mancanza di scivoli lungo i marciapiedi e lo scarso controllo sui veicoli che ostruiscono le discese, limita gravemente il diritto alla libera circolazione delle persone.
Le barriere architettoniche ancora presenti in molti edifici pubblici, in particolare nelle scuole, rendono difficile l'accesso alle sedi sia per gli operatori che per gli utenti.
I commi 754 e 866 dell'art. 1 della la legge di stabilità 2016 (legge n. 208/2015) mettono a disposizione degli enti locali specifici fondi per interventi in questi settori. Sarà cura di Cittadinanzattiva monitorare l'utilizzo delle suddette risorse.
Scuola
La Scuola di cittadinanza attiva, altra rete di Cittadinanzattiva, fornisce da anni, con il programma Imparare sicuri, un quadro aggiornato sullo stato di sicurezza, qualità, accessibilità delle scuole italiane, attraverso un monitoraggio realizzato dai volontari di Cittadinanzattiva. In occasione della Giornata della sicurezza nelle scuole coinvolge studenti, famiglie e operatori della scuola in iniziative di informazione e prevenzione.
La Campagna Impararesicuri, da anni sviluppa il tema della sicurezza su tre direttrici:
- il monitoraggio su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici;
- la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole – 25 novembre;
- il Premio delle Buone Pratiche di Educazione alla sicurezza e alla salute a scuola "Vito Scafidi".
Tra le attività realizzate a Torino ricordiamo:
- monitoraggio sulla sicurezza degli edifici scolastici;
- campagna per l’abbattimento delle barriere architettoniche e distribuzione di materiale didattico utili per i disabili;
- corsi nelle scuole primarie e secondarie formando Responsabili Studenti per la Sicurezza;
- monitoraggio delle mense;
- la salute vien cliccando, progetto sui pericoli insiti nella rete.
Benchè molto si sia fatto negli anni passati è necessario continuare ad impegnare le risorse del Comune sulle politiche della scuola al fine di far crescere futuri cittadini di sana e robusta “Costituzione”, chiediamo dunque all'amministrazione comunale di:
- promuovere una politica concreta volta ad aumentare le disponibilità dei nidi e delle scuole per l’infanzia del 30% ogni anno, sino alla copertura delle necessità della popolazione, anche con accordi con le aziende e gli enti pubblici della città metropolitana;
- mettere in sicurezza gli edifici scolastici, compresi i cortili e gli spazi verdi;
- sostituzione degli arredi scolastici obsoleti e fuori norma
- estendere il servizio mensa a tutti gli ordini e gradi di scuola;
- promuovere politiche che sostengano l’attività fisica, degli allievi, nelle scuole, realizzando pienamente “La Carta di Toronto per l’Attività fisica”.
Beni pubblici inutilizzati
Il testo dell’art. 24 del decreto detto “Sblocca Italia” (convertito nella L. 164/2014) contiene una interessante novità per i cittadini che intendono prendersi cura del proprio territorio in quanto stabilisce che i Comuni possano definire con apposita delibera “criteri e condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purchè individuati in relazione al territorio da riqualificare”.
Una lettura dell’art. 24 costituzionalmente orientata in relazione all’art. 118 Cost. “Stato, Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà” deve servire a promuovere il recupero e il riuso di beni immobili e aree inutilizzate (o abbandonate) di proprietà pubblica, allo scopo di diminuire gli sprechi ed il consumo di suolo.
Cittadinanzattiva ha stipulato con l’Agenzia del Demanio e la Fondazione Patrimonio Comune di ANCI un protocollo di lavoro che ha come obiettivo, tra gli altri, la mappatura dei beni pubblici inutilizzati disponibili alla riconversione attraverso i progetti dei cittadini; si chiede che anche il Comune di Torino promuova una anagrafe dei beni di proprietà pubblica attualmente dismessi dalla loro originaria destinazione ed inutilizzati (es. caserme, stazioni ferroviarie, cinema, parcheggi, ospedali) e che vengano istituiti appositi bandi pubblici per il recupero dei beni censiti. A tutela dell'interesse pubblico (salute e sicurezza) sarebbe opportuno estendere il censimento a tutti i beni inutilizzati anche di proprietà privata (singoli, enti, società)
In considerazione degli argomenti coinvolti (salute, scuola, gestione dei beni pubblici) Cittadinanzattiva chiede altresì all'amministrazione comunale di partecipare ai momenti programmatici e decisionali che coinvolgano i beni indicati.
Coordinamento delle assemblee di Cittadinanzattiva della Città Metropolitana di Torino
Hanno aderito al documento:
Cipes Piemonte
Auser Torino
Sabato 9 aprile 2016
9,00 - 17,00
Sala riunioni Federfarma
Via B. Galliari 10a
Torino

E noi abbiamo bisogno di pensare a un futuro migliore, nel quale le nostre vite non siano abbandonate ai giochi ciechi della finanza e degli interessi particolari, alla violenza, alla corruzione e all’incompetenza.
Abbiamo bisogno di luoghi in cui le nostre volontà irriducibili di sopravvivere si possano incontrare, per sviluppare la tutela dei beni comuni e dei diritti ma anche per controllare e orientare i servizi essenziali per la salute, per l’istruzione, per l’ambiente e per la nostra stessa sicurezza.
Abbiamo bisogno di una cittadinanza attiva competente, libera da complessi di inferiorità politica e di superiorità morale, capace di utilizzare con efficacia tutti gli strumenti e tutte le tecnologie costruite in mezzo secolo di impegno civico, senza farsi rinchiudere nel ghetto della protesta impotente.
Vogliamo combattere la progressiva emarginazione delle nostre comunità dalle decisioni che ci riguardano, per fare valere le nostre risorse e non permettere allo Stato e alle amministrazioni di sottrarsi ai propri doveri, come dice l’art. 118 della Costituzione.
Vogliamo che gli strumenti e le istituzioni di confronto fra cittadini e istituzioni, già previsti dalle leggi, siano pienamente utilizzati per migliorare servizi e la qualità della vita e per garantire trasparenza, sorveglianza e controlli contro l’inefficienza e il malaffare.
Possiamo e vogliamo sostenere questo grande impresa, come anziani che, grazie a decenni di sviluppo democratico, hanno buona salute, tempo e competenze da spendere per sé, i propri figli e i propri nipoti, come adulti e giovani che devono trovare, nella dimensione collettiva e comunitaria, le risorse per sconfiggere la precarietà, come persone in carriera che hanno il potere di favorire la costruzione di un mondo più giusto.
